Il design per i bambini.

Il design per i bambini.
Cosa ci insegna la ricerca sull’evoluzione del bambino

Pestalozzi, pioniere nel campo dell’educazione, attribuiva grande importanza all’ambiente quotidiano per l’educazione del bambino a tal punto da affermare che “senza dubbio nel salotto di casa si trovano gli elementi basilari dell’educazione umana in ogni suo aspetto”.

Sull’apprendimento dei bambini
I bambini usano tutte le loro facoltà per conoscere il mondo. Si emozionano, camminano, toccano, gustano, odono, vedono, rotolano, strisciano… e intanto apprendono. Nei primi anni di vita i piccoli fanno enormi progressi nello sviluppo cognitivo se favoriti da positive esperienze quotidiane.

In genere gli adulti prestano grande attenzione alla socializzazione e all’interazione del bambino. Ma anche gli oggetti ed il rapporto che con essi il bambino instaura rivestono importanza per il processo evolutivo. Gli ambienti di vita quotidiana (abitazione, scuola, parco-giochi…) stimolano e sviluppano la capacità di apprendimento del bambino. L’ambiente è importante quanto l’educazione diretta che i genitori e gli adulti in genere impartiscono ai piccoli. Anzi, in certi casi, l’ambiente assume un’importanza superiore.

I bambini posseggono grandi capacità di apprendimento fin dalla nascita. Virtualmente tutte le cellule cerebrali (neuroni), che si svilupperanno nel corso della vita, sono presenti fin dalla nostra nascita e durante il processo evolutivo si formano miriadi di connessioni tra di esse, che poi vengono rinforzate dall’esperienza. L’energia esplosiva dei bambini e la loro curiosità derivano in parte dal bisogno che le cellule hanno di sviluppare delle connessioni con altre, pena la loro stessa morte.


Gli adulti scelgono spazi, oggetti, mobili ed utensili che rispondano ai loro precisi bisogni per poter vivere bene e i bambini solitamente vanno a vivere in questo contesto. I bambini, invece, dovrebbero avere a disposizione un buon design che li stimoli, li affascini, li sensibilizzi e favorisca il loro benessere. I bambini devono poter “nutrire” la mente oltre che il corpo.


Le prime esperienze del bambino sono fondamentali per il suo sviluppo cognitivo.

I bambini piccoli non sono miniature dei bambini più grandi, che, a loro volta, non sono miniature degli adulti. Ogni fase dell’età evolutiva è caratterizzata da un modo diverso di percepire la realtà. I più piccoli crescono rapidamente, cercando nel loro ambiente gli stimoli di cui hanno bisogno. Apprendono meglio quando possono esplorare attivamente il loro ambiente. Imparano muovendosi, toccando, manipolando. Imparano e, spostandosi da un oggetto all’altro, sviluppano l’equilibrio, la coordinazione, la forza. Acquistano coscienza dell’io-corporeo e delle relazioni spazio-temporali. Padroneggiare l’ambiente favorisce l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità.


L’importanza del gioco.

Il gioco è così importante per lo sviluppo del bambino che può essere definito il lavoro dei bambini. Mentre giocano i bambini esercitano ed accrescono le capacità intellettive, il lessico, la socializzazione, l’emotività…Queste facoltà possono essere considerate come intelligenze multiple del bambino e ognuna di esse si sviluppa attraverso certi tipi di esperienze.

Già Platone ed Aristotele formularono queste idee sul gioco. Più tardi Froebel definì il gioco come “il più puro e il più spirituale prodotto del bambino che ci accompagna in tutti gli stadi della vita”. In tempi recenti Piaget asserì che il gioco è il motore principale per lo sviluppo del pensiero del bambino. E’ ormai universalmente riconosciuta l’importanza del gioco per il bambino. Non per niente uno dei diritti che le Nazioni Unite riconoscono ai bambini è, per l’appunto, il diritto al gioco.


Come i bambini sviluppanola loro consapevolezza del mondo

I bambini piccoli imparano e sviluppano idee con facilità. Rispetto agli adulti mancano di esperienza e di preconcetti; percepiscono il mondo in maniera più pura. Il pensiero dei bambini procede per assimilazione ed adattamento. L’assimilazione è il comprendere nuove esperienze secondo concetti esistenti (ad esempio il bambino comprende che gli oggetti rotondi rotolano come rotola il pallone che conosce e padroneggia), mentre l’adattamento è il comprendere sulla base di concetti modificati (un oggetto quasi rotondo non può rotolare come un oggetto perfettamente rotondo, cioè come una palla, per cui la sua corsa sarà diversa, irregolare).


Design per i bambini piccoli

Il design è una tessera importante di quel puzzle che è l’ambiente dei bambini. Si sta facendo strada l’idea che è importante conoscere i processi evolutivi del bambino per fare del buon design per i bambini stessi. La maggior parte dei professionisti del design ha dato sinora poca importanza ai bambini e apparentemente non conoscono le peculiarità della prima infanzia. E’ un errore pensare che i bambini amino solo i colori primari o che siano meno discriminanti degli adulti. Il design per bambini si è sinora principalmente basato sull’antropometria, sulle dimensioni e sulla fruibilità dei prodotti. Ciò è importante, ma non sufficiente.


Riconoscere l’importanza del gioco porta a disegnare oggetti che favoriscono l’esperienza multisensoriale. I bambini guardano, ma anche toccano, percepiscono, ascoltano e sviluppano un’esperienza a partire dalla percezione della posizione del proprio corpo. È fondamentale, quindi, progettare i mobili e gli altri oggetti per bambini rispettando le relazioni spazio-corporali. Il design per i bambini deve essere esteticamente appropriato, cioè deve saper stimolare la fantasia, saper esprimere un contesto diverso da quello degli adulti ed inoltre, ovviamente, saper rispondere alle più elementari norme di sicurezza.

 

Edward Melhuish
Professore di Human Development, Università di Londra
Consulente del progetto Me Too di Magis

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